Una lunga malattia da bimba mi aveva già aperto gli occhi dell’anima rispetto alla follia di procedure e pratiche mediche che non mettono al centro la persona. Quella lunga malattia mi ha consentito di attraversare il dolore , di superarlo e di praticare con naturalezza quotidiana la poesia, la danza e la pittura, ma soprattutto di comprendere che il nostro viaggio ha un senso meraviglioso che merita di essere compreso, vissuto , sentito e assaporato senza paura. Danzo, Dipingo e Scrivo per passione e per necessità, per me queste azioni sono come respirare. Sono una Giurista che ha incontrato tutte le storture della violazione dei diritti umani e della dignità umana. Ho cercato di interrogare ed elaborare il tema dei diritti umani attraverso varie pratiche che hanno sempre coinvolto il corpo, con esperti di danza, linguaggio, arte contemporanea e geografi umani. Poco prima della pandemia show avevo iniziato a comprendere l’importanza di introdurre il corpo attraverso pratiche artistiche nelle formazioni in materia dei diritti umani per poter superare lo sterile mondo della mera definizione giuridica. E’ come se avessi percepito pochi istanti prima del violento impatto che abbiamo vissuto come purtroppo la violazione della dignità umana sia costantemente presente nella farsa declaratoria della protezione paternalistica dei diritti umani. Nella dichiarazione e nella proceduralizzazione formale dei diritti si perde il senso della dignità umana, la particolare ricchezza di ogni singolo individuo. Avevo percepito la necessità del passaggio consapevole dalla definizione distante/vuota alla possibilità di incarnare la questione uscendo dalla zona di comfort della definizione teorica e riuscendo a cogliere un significato più profondo e solido dentro di sé. Credo che questo cammino sia necessario affinché quanto avvenuto e sta ancora avvenendo, affinché tutte le falsità del sistema vuoto dei diritti umani, non possano più attecchire perché trovando uomini ed esseri umani veramente liberi e lontani dalle logiche di controllo e manipolazione questo sistema manipolatore non avrà più esseri umani di cui cibarsi. Ho lavorato e lavoro attraverso pratiche artistiche che interrogano a partire dall’esperienza del corpo: mettere in atto processi di indagine autoriflessiva collettiva, può portare la persona, attraverso il suo corpo, la sua esperienza reale e concreta vissuta nella pratica stessa, a relazionarsi in modi diversi con l’altro raggiungendo una comprensione, una rielaborazione che non è mero dogma giuridico, mera declaratoria, ma porta a una nuova comprensione, a una nuova analisi, a una nuova lettura e rilettura, a una nuova esperienza di sé “con” e “attraverso” il proprio corpo e i corpi degli altri (si vedano tra tutti: http://www.lungomare.org/it/progetto/you-are-but-you-are-not/; https://www.careof.org/progetti/2017/the-tools-dance ; http://www.festivaldellemigrazioni.it/ , http://www.migrantbodies.eu/?author=2&paged=5 ).
Oggi più che mai intendo tessere insieme il mio essere Giurista con il mio essere Artista alla ricerca di dialoghi profondi , veri e sottili che possano superare la distopia mostrando pienamente : la bellezza, la libertà e il diritto della dignità umana di ogni singolo individuo in viaggio.